IL TAGLIETTO

Spesso, in sala parto, dall’amica/cognata/sorella che ha partorito, o che conosce una che ha partorito, avrei sentito parlare del “taglietto”.

Questo famoso taglietto ha un nome ed è EPISIOTOMIA, letteralmente incisione della regione pubica.

E’ a tutti gli effetti un intervento chirurgico che prevede l’incisione, a partire dalla episiotomyvagina, dei tessuti perineali (cute e muscolo), ossia di quella zona che si trova tra ano e vagina appunto. Viene effettuata per allargare l’orefizio vaginale e quindi il canale del parto. L’incisione può essere mediana o mediolaterale, dovrebbe essere eseguita in anestesia locale e viene suturata dopo il parto, successivamente la nascita del bambino e l’espulsione della placenta.

L’episiotomia è stata introdotta nel ‘700 per facilitare il parto per via vaginale, allo scopo di evitare lacerazioni spontanee e altre problematiche legate al pavimento pelvico, come prolassi ed incontinenza. E’ diventato intervento di routine, tanto che negli anni ’70 ’80 veniva praticato a quasi tutte le donne al primo parto. Tutto questo senza evidenze scientifiche a supporto. Negli ultimi vent’anni sono stati tantissimi gli studi che hanno dimostrato proprio il contrario di quello che si pensava. Io personalmente mi sono sempre chiesta – ma che senso può avere tagliare per prevenire una lacerazione? cioè..voglio evitare una lacerazione spontanea, quindi ne creo una “artificialmente”?!? – non mi è mai sembrata una motivazione sensata, al di là delle evidenze scientifiche. Certo, suturare il taglio netto creato dall’episio è probabilmente più semplice rispetto alla lacerazione spontanea che potrebbe non essere lineare. Non dimentichiamo però che noi operatori dovremmo avere come obbiettivo primario il bene dell’assistito, non la nostra comodità.

Chiudo la parentesi del pensiero personale perché il parere che un medico/operatore ha riguardo ad una procedura non sostituisce e non si può ritenere più attendibile delle evidenze scientifiche che sono prove di efficacia.

Gli studi mostrano che diminuire il ricorso all’episiotomia è correlato ad una diminuzione dei traumi perineali, di suture e di complicazioni, una maggiore probabilità di avere un perineo integro e di riprendere precocemente i rapporti sessuali; non è dimostrata alcuna differenza nella frequenza di lacerazioni perineali severe, per le quali l’episiotomia non è quindi protettiva come si pensava.

Questo non vuol dire che la procedura va assolutamente eliminata, anzi! Di fronte a questi dati il numero di episiotomie è sicuramente diminuito, anche se non abbastanza.

Sono stati confrontati i risultati delle episiotomie praticate solo per indicazione fetale e quelle praticate quando si riteneva imminente una lacerazione. I risultati mostrano che non eseguire l’episiotomia, anche giudicando imminente una lacerazione, si hanno probabilità statisticamente maggiori di avere un perineo intatto (29% vs 10%) o solamente un trauma minore (39% vs 13%) e meno dolore in puerperio. Anche in questo caso non vi sono differenza nelle lacerazioni maggiori.

Quindi l’unica indicazione all’episiotomia è la sofferenza fetale. In altre parole, si taglia solo quando il tuo bambino deve nascere il prima possibile!!

Per prevenire le lacerazioni ci sono altre metodologie, ma ne parlerò in un altro articolo.

 

Bibliografia:

1. Carroli G, et al. Episiotomy for vaginal birth. Cochrane Database Syst Rev 2009; (1):CD000081 [Medline] 
2. Viswanathan M, et al. The use of episiotomy in obstetrical care: a systematic review. Rockville, MD: Agency for Healthcare Research and Quality; 2005 [Testo integrale] 
3. Dannecker C, et al. Episiotomy and perineal tears presumed to be imminent: randomized controlled trial. Acta Obstet Gynecol Scand 2004;83:364-8 [Medline]   
4.Jiang, et al. Selective versus routine use of episiotomy for vaginal birth.Cochrane Database Syst Rev. 2017

 

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